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FILOSOFIA DEL TAIJIQUAN

Il Taijiquan può essere paragonato a una finestra con le tendine abbassate. Un osservatore esterno non potrebbe scorgere cosa c'è dentro semplicemente guardando attraverso la finestra, perché le tendine glielo impedirebbero. Similmente, non si può giudicare il Taiji dalla sua apparenza.
Qualcuno può affermare trattasi di un'esercizio salutare, qualcun altro, di un'arte marziale, ma queste sono solo percezioni esterne dei movimenti del Taijiquan. Più importante, l'anima del Taiji è la sua filosofia. Cercare di comprendere il taijiquan osservando semplicemente i suoi movimenti esterni è proprio come cercare di guardare in una stanza attraverso le tendine abbassate. La profonda filosofia che anima il Taijiquan armonizza la conoscenza scientifica occidentale e l'antica saggezza cinese, due aree di studio che, sebbene tradizionalmente siano rimaste piuttosto separate, in realtà sono profondamente interrelate. Il Taijiquan è sia scientifico che filosofico.
Lao Tzeu, nel Tao Te Ching, dice:

"La Via da vita in uno
Uno da vita in Due
Due da vita in Tre
Tre da vita ai Diecimila esseri."
(Tao Te Ching Cap.42)

La Via generò l'Uno o Wu-Chi o supremo vuoto, quello stato di vuoto senza limiti, antecedente alla creazione del mondo, dal quale l'universo fu formato.
[continua]