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TAIJIQUAN: LA STORIA
"Non vi è nulla al mondo come l'acqua
Di più flessuoso e di più debole
Ma per attaccare il forte e il solido
Chi sarà come l'acqua?
In essa il non avere
La fa mutevole
Debole essa vince il forte
Flessuosa vince il duro
Nessuno lo ignora
Chi lo pratica?" (Tao Te Ching Cap. 78)
"Muoversi lentamente sotto gli alberi, respirare, almeno
così a volte sembra, in sintonia con una brezza leggera,
confondersi con la natura stessa in un ritmo naturale: La testa,
le spalle, le braccia, il busto, le gambe, i piedi si muovono
in unisono, senza interruzione, con dolcezza, in modo riposante,
come nuotare in un elemento nuovo, penetrante, un tempo diverso,
uno spazio diverso
.."
Parole povere e tuttavia tentativo di trasmettere l'esperienza
del movimento del Taijiquan, l'arte cinese dell'esercizio dolce
e gentile.
Gli antichi filosofi cinesi, dopo intensi ed accurati studi del
mondo attorno a loro, svilupparono il concetto di Taijiquan o
"Grande Termine". La comprensione della filosofia del
Taiji, la quale ha influenzato la cultura tradizionale cinese,
costituisce le fondamenta necessarie per lo studio del Taijiquan.
[continua]
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